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Allarme recessione..

{ 23:31, Friday 24 October 2008 } { 0 commenti } { Link }



Quando occupare le università è sinonimo di democrazia

{ 23:47, Thursday 23 October 2008 } { 0 commenti } { Link }

Se uno straniero fosse arrivato ieri in Italia senza sapere nulla e avesse visto i telegiornali, con cronache di scontri e occupazioni degli Atenei in tutto il Paese, cosa avrebbe pensato?  Probabilmente che in Italia il ministro Maria Stella Gelmini sta rivoltando l’Università come un pedalino, che sta cambiando tutto con leggi draconiane che ne riscrivono le regole dalla base. Il malcapitato però sbaglierebbe di grosso, perché ad oggi la Gelmini non ha emesso nessun provvedimento che riguardi l’Università. Peraltro, nella politica di risparmi che riguarda tutti i comparti della spesa pubblica, il settore della ricerca e dell’Università, è uno di quelli che risente di meno del periodo di “vacche magre”.

E allora contro cosa stanno protestando gli studenti? Contro chi l’abbiamo capito, visto che la fantasia nei cartelli e negli slogan è in libero sfogo permanente, ma contro cosa purtroppo non è dato sapere. Anche perché se la protesta degli universitari fosse per i tagli all'università è a dir poco bizzarro che si manifesti con tanta violenza a tre mesi dall'approvazione della legge che li ha istituiti, datata 6 agosto 2008.

Viene il sospetto che la maggior parte dei ragazzi che urlano e occupano, che partecipano a improbabili lezioni davanti a Montecitorio non sappiano neanche di che stiano parlando. Eppure ne avrebbero da lamentarsi, eccome. Potrebbero protestare con ottime ragioni e dati di fatto, per la scarsissima efficienza del sistema universitario, per la latitanza didattica di moltissimi docenti, per lo sperpero di risorse che molti Atenei continuano a perpetrare istituendo corsi inutili e seguiti da uno o due studenti, alla faccia di una situazione economica da fallimento. Dovrebbero insomma ribellarsi a quegli stessi Rettori che spesso, con una rara faccia di bronzo, si improvvisano capi popolo, per evitare furbescamente di esser messi, come dovrebbero, sul banco degli imputati. E invece contro chi si rivolgono? Contro il Ministro, come ormai d’abitudine da un trentennio a questa parte. Anche, e soprattutto, alimentati da un'opposizione che non manca di tenere alto il livello di ambiguità della protesta, mischiando tra loro cose che nella maggior parte dei casi non c'entrano nulla tra loro.

Occupare non è un fatto di democrazia ma un vero e proprio atto di violenza di una minoranza nei confronti di chi vuole studiare e frequentare regolarmente le lezioni.

Non è a caso che proprio ieri, nel pieno delle occupazioni degli studenti universitari, Veltroni abbia chiesto al governo di fare un passo indietro sul decreto Gelmini, un decreto che, neanche spulciato fino all'ultima riga affronta il tema della riforma universitaria. 

In autunno, più puntuali della vendemmia e delle castagne, arrivano le occupazioni. Il motivo non è importante, anzi come si è visto non conta nulla, può anche non esserci.  A pensarci meglio però la Gelmini una grave colpa ce l’ha: ha timidamente annunciato l’idea di voler trasformare le università in Fondazioni, come già succede in moltissimi Paesi occidentali, rendendo così le istituzioni autonome e responsabili anche a livello contabile. Ah ecco qual è il problema: i ragazzi stanno facendo il gioco di quegli irresponsabili dei docenti che vogliono continuare a fare ciò che vogliono senza rispondere a nessuno. Chiedere agli studenti  inglesi, americani o tedeschi come funzionano le cose da loro…        

 

 



Fantastic memories

{ 15:53, Saturday 18 October 2008 } { 0 commenti } { Link }



Il razzismo c'è. Sulla carta (stampata)

{ 10:16, Thursday 16 October 2008 } { 0 commenti } { Link }

Realtà e giornalismo sono spesso incomunicanti. Due rom hanno tentato di rapire una bambina: era il 20 maggio scorso e la notizia ve la ricorderete. Scrisse la Repubblica: «Una coppia di rom è stata arrestata dalla polizia per avere tentato di rapire una bambina di tre anni».

Scrisse il Corriere della Sera: «Hanno cercato di strappargliela mentre era intenta a caricare in macchina i sacchetti della spesa».

Titolò Il Giornale: «Rom tenta di rapire bimba strappandola alla mamma». Notare i verbi all’indicativo. La Stampa fu ancora più tassativa: «Che si tratti di un tentativo di rapimento non c’è dubbio». Non c’è dubbio.

Bene: non era vero. I due nomadi, accusati di questo crimine orrendo, sono stati processati per direttissima e infine prosciolti qualche giorno fa. Si chiamano Viorica Zavache e Sebastian Neculau, e se non ne sapete niente siete scusati: nessun giornale ha scritto una sola riga circa la loro assoluzione. La notizia è reperibile solo su qualche sito internet.

I due rom frattanto sono stati in galera per quattro mesi. Quattro. Mesi. E la domanda non è nuova: perché i giornali non hanno scritto nulla della loro assoluzione? Il dovere di rettifica a volte si può rivelare un optional.

La notizia può essere sfuggita? Solo Il Giornale, ieri, ne ha dato risalto in prima pagina. Gli altri? Ecco, tra gli altri non manca chi ha sostenuto che in Italia serpeggerebbe un nuovo razzismo. Il loro come si chiama?



In Pilotta direttamente da Hollywood

{ 21:31, Friday 12 September 2008 } { 1 commenti } { Link }

Anche le star di Hollywood passano da Parma. Qualche giorno fa, Charlize Teron sarebbe stata avvistata a Parma prima di sbarcare al Lido per partecipare alla Mostra del Cinema di Venezia. L'attrice avrebbe fatto una breve apparizione in città per dedicarsi allo shopping per le vie del centro. In particolare, alcune persone (colte da tachidardia e dall'improvviso timore di avere le allucinazioni!) testimoniano di averla vista in via Garibaldi, "accompagnata" da due guardie del corpo e da un' interprete. La diva pare abbia fatto qualche acquisto prezioso in una gioielleria. Per stare sul modesto. Proseguendo in direzione di Piazzale della Pace, la Theron ha fatto poi capolino nei negozi Furla ed Extrò. Purtroppo non ci è dato sapere se sia fermata a gustarsi qualche prelibatezza parmigiana...quel che certo è che anche le star di Hollywood si dedicano allo shopping (anche se trattasi di Shopping di un certo livello!).

 

 

 

 



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